Verdetto ufficiale per Ana Maria Barbosu, la sentenza del CAS ADD

Giungono notizie dall’International Testing Agency (ITA) in merito alla sospensione della campionessa olimpica rumena Ana Maria Barbosu che nel mese di maggio era stata sospesa per la violazione delle norme relative ai controlli antidoping.

Per scoprire di più in merito all’iniziale provvedimento del TAR

A seguito dell’udienza tenutasi il 20 agosto 2026 e dopo l’ascolto delle parti e aver analizzato le osservazioni e le prove dell’ITA (a rappresentanza della World Gymnastics), nella giornata di ieri 4 novembre, la Divisione Antidoping della Corte Arbitrale per lo Sport (CAS ADD) ha stabilito che la ginnasta rumena ha commesso tre violazioni sulla reperibilità per i controlli antidoping in dodici mesi.

Foto a cura di Stefania Coppola

In conformità con l’articolo 2.4 delle regole antidoping della World Gymnastics, il ripetersi di tre test mancati (relativi all’irreperibilità dell’atleta nella fascia oraria di 60 minuti designati) e/o errori nella compilazione dei dati costituisce a tutti gli effetti una violazione delle norme antidoping.

Per questo motivo, la Corte ha stabilito per la campionessa rumena un periodo di ineleggibilità di due anni dalla data di sospensione provvisoria (il 5 maggio 2026) al 4 maggio 2028. Quest’ultima, insieme alle parti interessate, avrà l’opportunità di impugnare la decisione e fare ricorso nel tentativo di ridurre o annullare la pena.

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