Aliya Mustafina: ”Torno per me stessa e per Alisa ma ho paura per i Russian Championships, non so cosa aspettarmi”

Pochi giorni fa Aliya Mustafina ha rilasciato un’intervista a R-Sport in cui parla del suo ritorno alle competizioni dopo la nascita della figlia e di come è cambiato il suo modo di allenarsi con l’avanzare dell’età.

Prendetevi un po’ di tempo e bevete una tazza di the, quest’intervista merita di essere letta.

 

Q: Nel pattinaggio sul ghiaccio praticamente nessun campione olimpico riesce a trovare la motivazione per rimanere nello sport. Tu ti stai preparando per affrontare la tua terza Olimpiade dopo averne già vinte due. Quanto è difficile?

A: Non ho una vera motivazione. Tutto ciò che sto facendo ora, lo sto facendo per me stessa. Mi piace allenarmi, mi piace vedere come il mio corpo sta tornando in forma. E poi voglio semplicemente provarci, vedere se sarà possibile tornare dopo un lungo stop e la gravidanza. Non la chiamerei motivazione, è più una sfida con me stessa.

Q: I coach della nazionale dicono che non ti hanno mai vista allenare così duramente.

A: In realtà mi capitano tutti i tipi di giornate. A volte le cose vanno bene, a volte no. All’inizio era tutto incerto. Andavo in palestra, non avevo muscoli e forza, non riuscivo nemmeno a fare gli elementi più semplici che fanno anche le bimbe. Avevo emozioni contrastanti. Da una parte, capivo che avevo solo bisogno di tempo in modo da recuperare tutto, dall’altra ero disperata pensando che forse non sarei riuscita.

Q: Qual è stata la parte più difficile riguardo il tuo ritorno?

A: La parte più difficile è stata aspettare. Quando hai già allenato qualcosa, hai bisogno di tempo per fare lo step successivo e raggiungere un livello superiore. Specialmente quando dovevo ripristinare tutti i muscoli e questo non è un processo breve. Per esempio, non ho perso il mio equilibrio alla trave ma la memoria muscolare era quasi completamente sparita. Ci è voluto qualche mese prima che tornasse come prima: ho iniziato ad allenarmi a settembre e solo a dicembre ho sentito che avrei potuto fare gli elementi difficili. Adesso è tutto passato ma non devo avere fretta. Alla mia età devo agire in modo intelligente, non veloce.

Q: Ci sarà qualche specie di checkpoint per testare la tua preparazione?

A: Si, certo. L’appuntamento principale per il quale dovrò essere in forma saranno gli Europei ad agosto.

Q: Ho capito bene, stiamo parlando dell’AA e non solo dei singoli attrezzi?

A: Si, la mia prima gara saranno i Campionati russi ma, primo, non ho in programma di portare tutte le difficoltà e secondo, non ho come obiettivo di entrare in nessun team. Devo solo ricordarmi come si gareggia, come ci si prepara e ci si comporta.

Q: Hai mai avuto il pensiero che magari non riuscirai ad entrare nel national team?

A: Non del tutto. Fin dall’inizio mi sono data un’impostazione precisa: tutto quello che sto facendo sarà per me stessa. E ora sono fiduciosa nel sapere che tutto andrà bene.

Q: Ti hanno mai infastidito le opinioni degli altri?

A: Non mi disturbano più da anni ormai. Prima ci prestavo attenzione però poi ho realizzato che non importa come la gente mi vede e cosa pensa di me. La cosa importante per me è capire cosa voglio.

Q: Cosa desideri adesso? Tornare al livello a cui eri una volta o fare un passo avanti?

A: Attualmente, le regole sono cambiate molto nella ginnastica. Prima per esempio, c’erano cinque esigenze (ognuna da 0,5 punti), ora sono solo quattro (quella che richiedeva un’uscita almeno in D è stata rimossa). Quindi puoi fare l’uscita che vuoi e ciò non abbasserà il punteggio finale come prima. Parlando di difficoltà degli esercizi in generale, non ho ancora ripreso tutto. Ma devo riuscirci prima di agosto. Il più grande ostacolo per me, anche se suona strano, sono le parallele.

Q: Il tuo attrezzo preferito?

A: Si, ciò è dovuto al fatto che la mia routine alle parallele richiede condizioni fisiche ottimali. Se non sono in forma, inizio ad avere problemi di resistenza: gli elementi difficili possono sembrare facili ma richiedono molta forza. Per esempio, adesso non sto ancora facendo gli inbar stalder nell’esercizio. Faccio quelli normali.

aliya mustafina berna 2016-2

Q: Traduciamo quello che hai appena detto in un linguaggio comune.

A: L’inbar è quando non appoggi le punte sulla parallela ma più avanti rispetto le tue mani. E’ uno degli elementi più difficili nella ginnastica. Di conseguenza, richiedono molta forza. Se metti su un po’ di peso o sei semplicemente stanca non sarai in grado di farli.

Q: Recentemente ho visto un video in cui Elena Eremina faceva ogni tipo di elementi. Puoi darci un parere professionale sul suo esercizio?

A: La sua routine è unica perché include gli elementi più difficili e un numero di connessioni notevole. Tuttavia, in termini di difficoltà è meno di quello che fa la cinese Fan Jilin a parallele.

Q: Questi esempi ti suscitano un senso di rivalità, un desiderio di ripeterti?

A: Non del tutto. Capisco molto bene che il mio obiettivo principale non è ripetere qualcosa o battere qualcuno ad ogni costo ma di ripristinare le mie routine. Da questa base posso costruire qualcosa di più difficile.

Q: Come è cambiata la tua vita dopo la nascita di tua figlia?

A: E’ cambiata in tutto. Nonostante ciò, non posso dire che è diventato più difficile allenarsi, i miei genitori mi aiutano molto. Mia mamma è stata d’accordo nel lasciare il proprio lavoro e dedicare tutto il suo tempo ad Alisa mentre io mi alleno e questo mi rende sicuramente le cose più facili. Non devo preoccuparmi di dove sia la mia bimba o chi se ne prende cura. Quindi nei giorni in cui mi alleno  non sono distratta e sono concentrata sull’allenarmi in palestra.

Q: Quando ci siamo sentite l’altra volta volta mi avevi detto che tua mamma e Alisa erano sempre con te a Round Lake.

A: Adesso stanno sempre a casa a Mosca, è più comodo per tutti.

Q: Ma il fatto di non vedere tua figlia non ti causa stress?

A: No, mi sto allenando e guadagno grazie a questo. In particolare lo sto facendo per Alisa in modo da poterle garantire le migliori condizioni in cui possa crescere e per la mia famiglia. Il mercoledì, quando non ho allenamento, torno sempre a casa. Dedico anche ogni week end alla mia bimba e in più c’è da dire che la ginnastica non è per sempre.

Q: Quindi intendi che lo stai facendo solo per il guadagno?

A: No, il raggiungimento di obiettivi sportivi è sempre stato e sempre sarà al primo posto per me. Quando sentirò che non sarò più in grado mi ritirerò senza pensarci due volte.

Q: Stai misurando la tua vita nello sport in anni o in quadrienni?

A: In quadrienni, come prima. Chiaramente la ginnastica è uno sport in cui tutto può cambiare da un momento all’altro ma il punto di riferimento sono le Olimpiadi. Tutto inizia e finisce la.

Q: So che nella ginnastica non tutti capiscono Oksana Chusovitina che ha partecipato a sette Olimpiadi e si sta preparando per Tokyo a più di quarant’anni. Tu la capisci?

A: Ora che ho avuto la mia bimba, sicuramente ho iniziato a capire Oksana meglio di prima. Penso che un bimbo renda la vita di un’atleta più semplice nel senso che non hai più il pensiero di dover compiere il tuo ‘’destino femminile’’, quindi hai l’opportunità di dedicare completamente te stesso a quello che stai facendo. Specialmente se hai già vinto qualcosa. Mi hai chiesto quanto fosse stato difficile tornare, psicologicamente non è stato facile: ho vinto le Olimpiadi due volte, mi sono laureata, ho avuto una bimba ma non stavo pensando a come vincere di nuovo, piuttosto pensavo a come riavere di nuovo i miei addominali.

Q: In che misura ora partecipi ai tuoi piani di allenamento?
A: Partecipo molto. Il mio coach si fida completamente di me e sa che non deve controllarmi in termini di disciplina quindi discutiamo di tutto il lavoro da fare insieme, non ci sono problemi su questo.

aliya mustafina berna 2016Q: E’ più facile prepararsi per la tua terza Olimpiade rispetto alla prima?

A: Molto. L’età in generale gioca un ruolo fondamentale. Le giovani devono essere spesso spronate nel lavoro. Quando invecchi, inizi a capire le tue debolezze e pensi a come eliminarle. In altre parole, più è grande l’atleta più è facile per i coaches allenarla.

Q: Sicuramente ci sono volte in cui non vuoi allenarti e il tuo subconscio aspetta che il tuo coach di sproni a farlo.

A: Questo non è decisamente il mio caso. Quando non hai voglia di fare niente, non importa se lavori o no, non avrai risultati. Vale lo stesso anche per il cibo: se non hai fame, non ti forzi a mangiare, giusto?

Q: Parlando dell’aspetto fisico, la tua percezione della ginnastica è cambiata dopo aver avuto Alisa?
A: Lo capirò ai Russian Championships. E’ molto buono che abbia la possibilità di competere in questa gara sapendo che non mi è richiesto nulla. E’ interessante anche dal punto di vista fisico per vedere se è cambiato l’approccio mentale.

Q: Hai paura?
A: Si, non so cosa aspettarmi da questa gara.

Q: Delle cose che hai fatto negli ultimi sette mesi e mezzo di lavoro, quale di rende più felice?
A: C’è qualcosa che mi rende felice ogni giorno perché programmo di fare sempre di più. Se parliamo di veri risultati, credo, gli inbars alle parallele. Li ho solo fatti separatamente e non nell’esercizio completo ma li ho comunque portati a termine. Questo è un indicatore che la mia routine è ristabilita e ciò mi rende molto felice, significa che tutto questo tempo non è stato vano.

Q: Ti ricordi spesso della tua età?

A: Penso che fossi già la più vecchia del team due anni fa a Rio. Ora come ora mi piace essere un punto di riferimento per tutti e far vedere che la ginnastica artistica non è uno sport solo per i più giovani. Hai solo bisogno di capire: quando inizi a far ginnastica è normale che tutto sembri facile e poi all’improvviso difficile. Devi solo superare questo momento e andare avanti.

Q: Come ti senti a essere di nuovo nel team?

A: Molto bene. Sono sempre supportata dalle altre ragazze e dai coaches. Lavorare con un team così forte è come essere trasportati dalla corrente: anche se è molto difficile, lei ti aiuterà sempre.

Q: Gli infortuni stanno continuando a darti fastidio?
A: Sono abituata. Come dice mia mamma: ‘’ se tutto fa male, significa che sei ancora viva, puoi continuare a lavorare’’. Ovviamente con l’età il corpo va trattato diversamente. Sai come scaldarti, come mettere i tape e così via..

Q: Pensi ancora di non iniziare ad allenare quando smetterai l’attività o hai cambiato idea?
A: No, il massimo che potrei fare è di dare una sorta di consulenza sugli allenamenti. Come sta facendo Kseniia Afanasieva adesso al corpo libero, sta aiutando il coreografo principale.

Q: E’ interessante lavorare con lei?

A: Molto. Il vantaggio di questo lavoro è che Ksyusha ci guarda con gli occhi di una coach ma allo stesso tempo capisce chiaramente il lavoro di un’atleta.

Q: Fai qualche video durante i tuoi allenamenti?

A: Non molto spesso ma capita a volte.

Q: Cosa provi quando guardi te stessa dall’esterno?

A: Onestamente? Sollievo. Mi sento costantemente come se niente funzionasse ma quando mi riguardo penso che infondo non è poi così male.

Q: Quando è stata l’ultima volta che hai litigato con il tuo allenatore?

A: Non litigo molto con Sergej (Starkin). Certo, posso arrabbiarmi a volte, lamentarmi, ma non è colpa dell’allenatore se non riesco a fare qualcosa.

Disclaimer: Si ringrazia per la traduzione dal russo Liubov Baladzhaeva. Qui il link al suo articolo.

 

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