INFINITA FERRARI, tutta la sua storia da Aarhus a Montreal. La leonessa non si ferma! Ai mondiali per vincere contro…?

Dal 2 all’8 ottobre, ai Campionati del Mondo di Montreal, Vanessa Ferrari scenderà in pedana ancora una volta per dire la sua, intenzionata a giocarsela con il parterre migliore del momento, all’appuntamento più importante dell’anno.

A quasi 27 anni, sotto gli occhi attenti di Nadia Comaneci che 41 anni fa fece la storia proprio in quel palazzetto strappando alla giuria il leggendario 10 perfetto, la Cannibale di Orzinuovi prenderà parte al suo ottavo mondiale, entrando sempre più nella leggenda dell’artistica italiana.

Una carriera a servizio di una nazionale che da 11 anni a questa parte non ha potuto fare a meno di lei, da quando nel 2006, a soli 15 anni, salì sul tetto del mondo, portando l’Italia laddove mai si era spinta in precedenza. Lei, che si fece conoscere al mondo “leggera come una farfalla ma potente come una Ferrari”, al primo grande appuntamento di una lunga serie di Campionati del Mondo.

Tutto è iniziato dalla rassegna iridata del 2006 ad Aarhus, dove, reduce da una medaglia d’oro a squadre agli Europei di Volos, Vanessa scende in pedana con l’intento di far saltare il banco, e ci riesce, accompagnata dalle celebri note del Nessun Dorma.
Caduta dal raccolto avvitato sui 10 cm, Ferrari mette la freccia al corpo libero, e con 5 diagonali da vera campionessa del Mondo si aggiudica il concorso individuale e due bronzi a staggi e quadrato nelle finali di specialità.

Sull’onda dei successi internazionali, si presenta a Stoccarda da campionessa italiana, europea e mondiale in carica, conquistando alla sua seconda rassegna iridata l’accesso all’atto conclusivo AA, a parallele e corpo libero. Gli occhi sono tutti puntati su di lei ma un incidente di percorso durante la finale a squadre fa temere il peggio: caduta dal Comaneci con conseguente rottura dell’osso scafoide del piede.
Il dolore è forte ma la voglia di gareggiare lo è di più ed è allora che compie l’impossibile portando a casa un bronzo nell’All Around, oltre al grandioso quarto posto della nazionale.

Le Olimpiadi di Pechino e i Mondiali del 2009 passano tra interventi al tendine e periodi di riabilitazione e nel 2010 Vanessa vola a Rotterdam non ancora pienamente in forma ma determinata a tornare tra le grandi.
Sul campo gara che ha visto trionfare la neo senior Aliya Mustafina, a due anni da Londra, nonostante le diagonali semplificate centra la finale al corpo libero, così come l’anno seguente ai Mondiali di Tokyo 2011.

Tsukahara avvitato, tsukahara collegato a salto indietro raccolto, doppio raccolto e doppio carpio. Sulle note del Tangled Up Vanessa si presenta ad Anversa 2013 con l’intento di riscattarsi dall’amaro quarto posto ai Giochi di Londra, e i risultati non tardano ad arrivare. Con degli ottimi esercizi strappa i pass per le finali di trave e corpo libero in cui si piazzerà rispettivamente quarta e seconda, dietro all’astro nascente Simone Biles, esplosa a livello mondiale proprio su quel campo gara.

A Nanning 2014 centra ancora la finale al quadrato mentre il 2015 è l’anno del Mondiale qualificante per Rio, e Vanessa, nonostante i problemi al tendine, parte per Glasgow in forza alla nazionale che con un ottimo quinto posto nel concorso a squadre si aggiudica l’accesso alle Olimpiadi di Rio.

Ed eccoci arrivati ad oggi. Con 7 Campionati del Mondo e 3 Olimpiadi alle spalle, la ginnasta italiana più forte di tutti i tempi è pronta ancora una volta a vestire il body azzurro per dire la sua all’ottavo mondiale di una carriera infinita. Un faro per le giovani, una certezza per la nazionale. Ad elevarla tra le migliori ginnaste del decennio bastano i risultati, ma è grazie ai suoi sacrifici e la sua costanza che è diventata un’icona e un pregevole esempio di tenacia e caparbietà, capace di rialzarsi da infortuni e delusioni grazie ad una passione per questo sport che va oltre ogni scelta razionale.

Stando a recenti dichiarazioni, la ginnasta ha confidato che sarebbe salita sull’aereo per Montreal unicamente con lo scopo di giocarsi dei risultati importanti, in caso contrario avrebbe lasciato spazio alle giovani per fare esperienza.
Con questi presupposti la curiosità di rivederla in gara a un anno da Rio è davvero tanta, sperando nell’ennesima impresa a cui ci ha abituato negli anni.

L’Italia sarà impegnata nel turno di qualificazione dalle 22 a mezzanotte di mercoledì 4 ottobre, dove Vanessa scenderà in campo su trave e corpo libero. Grande attesa anche per le prestazioni di Lara Mori e Sara Berardinelli impegnate nell’AA e Desiree Carofiglio che vedremo a parallele e volteggio.

 

 

Disclaimer: le foto appartengono ai loro legittimi proprietari
Articolo: Luca Cagliani
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