RIVOLUZIONE in casa ROMANIA: Federazione in mano ad Andreea Raducan, Stoica molla. Previsioni e analisi

Andreea Raducan è la nuova Presidente della Federazione rumena di ginnastica. Come già era trapelato nelle ultime settimane, il dirigente uscente Adrian Stoica ha deciso di ritirare la propria candidatura, lasciando di fatto il campo spianato a Raducan in quanto unica candidata a ricoprire l’incarico.

Stoica è stato per oltre quarant’anni parte della federazione, di cui ben dodici da presidente, sotto i quali la ginnastica artistica ha portato al medagliere della nazione cinque medaglie olimpiche di cui due, quelle di Sandra Izbasa a Pechino e Londra, d’oro. Questo stesso incarico ha tuttavia segnato anche il peggiore momento di crisi del movimento ginnico rumeno, che ha chiuso l’edizione brasiliana dei Giochi Olimpici a zero medaglie. Si tratta dei minimi storici dal ’72 ad oggi. Di tale disastro Stoica non si è mai dichiarato responsabile, nonostante l’evidenza sia in suo sfavore: critiche e proteste ne fanno una figura discussa, per i metodi utilizzati, e per scelte quasi mai condivisibili. Ultima di queste, l’allontanamento di Octavian Belu e Mariana Bitang, veri artefici degli anni di maggior successo, dalla nazionale femminile.

Al suo posto, con il difficilissimo compito di risollevare le redini di una federazione in declino, Andreea Raducan pare determinata ad operare una “rivoluzione generazionale” da tempo richiesta. «Questo cambiamento avverrà sia da un punto di vista manageriale che sportivo. Apprezziamo profondamente gli straordinari risultati dei nostri veterani Catalina Ponor e Marian Dragulescu. Ma allo stesso tempo dovremmo essere coraggiosi a dare opportunità alla nuova generazione di giovani talenti rumeni, per far sì che possano dimostrarsi all’altezza e gareggiare ai massimi livelli». Nel mirino, i prossimi Giochi Olimpici di Tokio, che distano ormai tre anni, un tempo forse sufficiente a rialzare il capo dopo l’enorme delusione di non vedere la propria squadra qualificarsi tra le prime dodici al mondo.

 

 

La federazione rumena esce inoltre da un periodo felice, quello dell’organizzazione dei Campionati Europei di Cluj Napoca. L’evento si è rivelato di successo, grazie ad una buona organizzazione ed alla intensa partecipazione di pubblica. Si pensi infatti che l’arena, con una capacità di circa diecimila posti, è stata per tutti i giorni di gara sold-out. Con la caduta di Stoica, l’ondata di entusiasmo è ampia, ma la situazione reale è assai complicata. Raducan dovrà lavorare su vari fronti: è da riformare l’intero sistema sportivo, dalle fondamenta. C’è necessità di trovare sostegno economico per i club, che costituiscono la linfa vitale della federazione, assicurare le attrezzature alle ginnaste ancora giovani, poi creare impianti all’altezza per i centri tecnici, dove coltivare i talenti, e risolvere la questione tecnica al vertice – per fare ginnastica di alto livello, non si può prescindere da una dirigenza tecnica di spessore elevato.

Raducan si accinge a prendere un ruolo difficile, discusso, e dovrà fare i conti con una federazione che scricchiola sia economicamente che politicamente. La strada davanti è lunga. Quale sarà il destino della federazione rumena di ginnastica? Fari puntati sul prossimo Mondiale di Montreal.

 

Articolo: Ferdinando d’Elia
Disclaimer: le foto appartengono ai loro legittimi proprietari
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Categorie:Esteri

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