Aliya Mustafina: NON HO ANCORA LASCIATO, ma tornerò solo per…

In una recente intervista, Aliya Mustafina racconta qualche retroscena della sua attuale vita privata. Afferma che è in un periodo di vacanza e non ha abbandonato i campi gara e le palestre per sempre. La campionessa russa ha un sogno. Lo insegue e dice che è pronta a perseguirlo ovunque sarà questo sogno, anche se ora sta vivendo una “vita da persona normale”: come dice lei stessa può dormire tutto il giorno oppure semplicemente andare a fare shopping con le amiche; anche se non le mancava già nulla quando era in piena attività. Alle Olimpiadi di Rio, confrontandosi anche con le altre ginnaste, aveva affermato che i Giochi erano veramente duri e non vedeva l’ora di tornare a casa, a rilassarsi.

Quando i giornalisti erano andati al villaggio olimpico avevano visto che non era pronta, che non era in forma, poi improvvisamente ha conquistato un oro alle parallele, diventandone la regina. Tutti si chiedono quale sia la sua magia: svela il suo “segreto” dicendo che lei finisce la preparazione nella città in cui si svolgerà la gara, se no non sarebbe così pronta come è solito dimostrarci.

Parlando della gravidanza le viene chiesto se dopo sarà possibile un suo ritorno. Una ginnasta russa, in passato, ha addirittura gareggiato mentre era incinta. La campionessa dice che non sa ancora cosa farà, sicuro non tornerà su tutti gli attrezzi come ha sempre fatto, ha detto che ricomincerà e poi ne parlerà anche pubblicamente. Afferma che non ha ancora pianificato il ritorno, infatti queste sono cose che non si possono programmare: pensa che verso ottobre, al ritorno dai Mondiali qualificanti, potrà capire il suo ritorno.

Una breve battuta scappa sulla vita familiare: Aliya sogna una vita come quella dei suoi genitori, una famiglia che durerà per sempre. Suo marito è un uomo d’oro, dice la campionessa, si sono conosciuti per un brutto infortunio, ma d’altronde.. la sfortuna ha portato buone notizie.

La squadra, una seconda famiglia: per lei, Aliya ha dato tutto e darà ancora se necessario. Lei è una sorta di riferimento per le più giovani, ma non sente per nulla il peso di questa cosa. È una cosa intrigante tornare dopo la nascita del bambino, quindi ci proverà. Esprime, poi, un parere sul nuovo codice dei punteggi, dicendo che i cambiamenti sono naturali e rendono la ginnastica più bella. Fa un paragone tra il cambiamento dopo Londra e quello dopo Rio, sicuramente il peggiore è stato quello dopo Londra secondo la campionessa russa. Parlando di Londra, scappa il ricordo dell’Olimpiade: la formazione russa è quasi tranciata, ma piano piano le cose stanno ritornando al loro posto: Ksenya Afanasyeva, Victoria Komova e Masha Paseka sono pronte a rimettersi in gioco. Inoltre, afferma, che dopo le Olimpiadi di Londra ha iniziato ad avere una buona concorrenza, e da lì è iniziato il vero gioco, anche se in alcuni momenti la tentazione di smettere era tanta. Dopo le Olimpiadi, il ricordo passa ai Mondiali, in quell’anno Aliya aveva solo sedici anni, ma era già una campionessa. Era piccola, determinata, quando le venivano i dubbi si metteva in gioco: era lì che capiva che non doveva mollare, ma continuare e andare avanti. Ha costruito il suo mondo da sola, e questa è una cosa di cui andare veramente fieri. Si passa poi al tema della ginnastica russa e vengono citati due nomi: Olga Korbut e Nastia Grishina. La prima ha messo all’asta le sue medaglie per aiutare la seconda, in quanto la madre e i fratelli le avevano rubato tutto. Aliya si astiene dal commentare, ma afferma solamente che: “Il titolo è a vita, mentre una medaglia si potrebbe vendere”. Dopo l’accaduto, la stampa ha iniziato a dipingere la figura della Korbut, come una figura negativa, ma tutti hanno sempre pensato che non si possano ingannare i propri sostenitori. Che cosa fare? Come afferma Aliya, una ginnasta è amata principalmente per il suo lato sportivo, anche se, secondo lei, dovrebbe unire la vita sportiva a quella esterna allo sport. Le viene poi chiesto se sia facile giudicare sé stessi, dal momento che la vita e lo sport sono un’unica cosa. Dice che sia difficile, anche se poi vorrebbe trovare qualcosa da fare oltre lo sport, in quanto esso non è per sempre. Afferma che vuole trovare un’altra attività legata allo sport, ma non per forza una carriera da allenatrice; anche se il suo futuro, come già affermato in precedenza, è incerto.

Articolo: Sofia Bettocchi 
Fonte: articolo
Foto: Carlo Brozzo 
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