CLUJ NAPOCA: UN EUROPEO DA RECORD! Da Ponor a Downie… quante NOVITA’!

Il Campionato europeo di Cluj-Napoca ha saputo sorprendere con vittorie inattese e, spesso, memorabili. Numeri e record di una frizzante edizione della massima competizione continentale testimoniano un momento di crescita generale per le nazioni fin’ora in “secondo piano”. Analizziamoli.

La finale all-around ha visto aprirsi scenari del tutto nuovi, con un podio storico e probabilmente non pronosticabile un paio di cicli olimpici fa. Si è trattato del primo podio nella storia del Vecchio Continente su cui non figuri nessuna delle due nazioni dominanti della disciplina, Russia e Romania, che in passato si sono sempre divise le medaglie. Il dato è quantomai inusuale e non va sottovalutato, in particolare perché si inserisce in una profonda fase di crisi per le nazioni di più antica tradizione (Russia, Romania, come già detto, e Cina), e d’altra parte di crescita e rinnovamento della disciplina in Occidente.

Zsofia Kovacs, con il secondo posto di Cluj, ha riscritto la storia dello sport ungherese, a chiusura di quasi vent’anni di digiuno, in quanto prima ginnasta magiara a salire su un podio europeo dopo la leggendaria Henrietta Onodi, nel 1990, facendo addirittura meglio in termini di piazzamento. Il giorno seguente ha seguito le sue orme Bloglarka Devai, di bronzo alla rincorsa dei 25 metri, a dispetto di qualsiasi pronostico.

Ellie Downie, classe ’99, non ha voluto lasciare proprio niente sul piatto diventando la prima ginnasta britannica a salire sul gradino più alto di un podio all-around europeo, bissando il risultato già sensazionale del 2015, quando conquistò la prima medaglia di sempre in un concorso generale per la sua nazione. Si è inoltre guadagnata l’accesso a tutte le finali, salendo su ogni podio, eccetto che quello a trave, agguantando quindi il titolo di atleta più decorata della rassegna.

Nina Derwael, ginnasta dalle lunghe linee e di livello mostruoso sugli staggi, ha vinto trionfalmente la prima medaglia d’oro europea della storia per il Belgio, che prima annoverava una sola medaglia di bronzo – quella di Aagje Vanwalleghem, brasiliana poi naturalizzata belga, nella finale a volteggio del 2005.

Prima medaglie internazionali, finalmente, per Eythora Thorsodottir, che nell’occasione è anche diventata l’unica ginnasta olandese dopo la celebre Verona van de Leur, che ci riuscì nel 2002, ad andare due volte a medaglia nella stessa edizione dei Campionati. Thorsodottir ha regalato alla spedizione orange l’ennesimo podio internazionale in un momento di grazia il cui culmine è stato, senza dubbio, l’oro olimpico di Sanne Wevers lo scorso anno.

E’ stato un europeo felice quello della Francia, grazie alle giovanissima Melanie de Jesus Dos Santos, che ha ancora una lunga strada davanti a sé, ma può già vantarsi di essere la seconda ginnasta francese a vincere una medaglia nel concorso generale, dopo Debauve nel 2005, a Debrecen, e grazie a Coline Devillard, anch’essa giovane ma assai promettente, è diventata la prima ginnasta francese a trionfare in una finale continentale a volteggio, entrando nel comunque ristretto gruppo di ginnaste francesi capaci di vincere un qualsiasi titolo europeo: Furnon, Severino, Lepennec, e Debauve. Quest’ultima però, va ricordato, appartengono ad una generazione di atlete particolarmente fortunata, a ridosso dei primi anni 2000 – decennio florido per la Francia, terminato poi drasticamente con un periodo di magra preoccupante, da cui la nazione di buona tradizione ginnica è uscita da due anni a questa parte.

Va poi rimarcato come nessuna delle medagliate del Vecchio Continente a Rio de Janeiro sia salita sul podio a Cluj, eccetto che per Melnikova. Le assenti erano Scheder, Tinkler e Steingruber, così come metà della squadra russa (Spiridonova, Mustafina, Tutkhalyan). Sanne Wevers si è persa nelle sue intricate ed originali combinazioni a trave, finendo solo quinta. Maria Paseka, invece, arrivata in gara in uno stato di forma discutibile, ha terminato quarta la sua finale alla tavola, interrompendo la striscia di otto podi consecutivi in competizioni internazionali: in ogni finale a volteggio era sempre andata a medaglia dalla lontana Universiade di Kazan, nel luglio 2013.

Ultima non per importanza, Catalina Ponor. In un momento complicato per la sua carriera, si è presentata davanti il pubblico di casa in una forma strepitosa, mostrandosi sicura e conquistando tra le lacrime il suo ottavo titolo europeo, a cinque anni dall’ultimo. La finale è stata vinta per dispersione, rifilando mezzo punto netto alla più immediata inseguitrice.

catalina ponor cluj napoca 2017

Foto: Carmen Manda

Con questa medaglia, Ponor è diventata la prima ginnasta a vincere cinque volte il titolo europeo a trave, ha raggiunto quota 15 podi europei, ed è oggi la seconda ginnasta più medagliata di sempre, seconda soltanto a Svetlana Khorkina. E’ poi la ginnasta europea più longeva della storia, capace di vincere due titoli europei a tredici anni di distanza l’uno dall’altro.
Catalina Ponor è un monumento vivente della ginnastica mondiale, espressione armonica di tecnica, stile, artisticità e ricercatezza del movimento. Iconica.

Foto: Carmen Manda

Articolo: Ferdinando d’Elia

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