“Io faccio quello che voglio” -Aliya Mustafina sulla ginnastica e sul suo futuro

Oggi condividiamo con voi questa lunga intervista ad Aliya Mustafina, gentilmente tradotta a cura di Gaia Barlassina dal quotidiano russo “Argomenti e Fatti” del 7 marzo 2017.


Dopo le Olimpiadi di Rio, dove ha vinto quattro medaglie (un oro, un argento e due bronzi), nella vita di Aliya Mustafina ci sono stati parecchi cambiamenti. Tre mesi dopo si è sposata con un atleta di bob, Alexey Zaytsev, e ora è in dolce attesa: suo padre ha confidato che la nascita è prevista per il mese di luglio.

Artur Mukhin, un inviato del quotidiano “AIF Kazan” ha parlato con Aliya della sua vita dopo le Olimpiadi. Al momento, Aliya si è presa una pausa dalla ginnastica, ma vorrebbe tornare a gareggiare…Quando? Scopriamolo!

Aliya, dopo le Olimpiadi avevi dichiarato ad AIF che la Russia non ha molte ginnaste tra cui scegliere. Pensi ancora che sia così?

Sì, la penso ancora allo stesso modo. Ci sono alcune ginnaste di buon livello che partecipano ai Campionati Russi, ma il problema è che non ci sono molti bambini che decidono di fare questo sport, quindi il ricambio generazionale è scarso.

Come si potrebbe promuovere la ginnastica? Magari con programmi televisivi come “Pattinando con le Stelle”?

Forse, ma non credo che sia la strada giusta.

E quale sarebbe la strada giusta?

Molti pensano che la ginnastica sia uno sport troppo pericoloso. È vero, ma bisognerebbe fare capire ai genitori che non è diverso da molti altri sport. Tutti gli sport hanno dei lati negativi, ma i genitori non dovrebbero avere paura di iscrivere i propri figli a ginnastica.

Abbiamo avuto l’impressione che le ginnaste che hanno partecipato ai Campionati Russi non fossero al massimo della forma, anche se questa gara dovrebbe servire come qualificazione per i Campionati Europei. Come mai?

Le ginnaste più forti dello scorso anno sono ancora le più forti, ma quelle che hanno partecipato alle Olimpiadi hanno dovuto fermarsi per qualche tempo. Hanno un intero quadriennio davanti a loro e, se non si prendessero una pausa per riposare il corpo e la mente, sarebbe troppo difficile poter arrivare alla fine. Non sono rimaste ferme senza allenarsi, anzi, hanno imparato nuovi elementi, ma non si sono ancora concentrate sugli esercizi completi. Per loro questo è solo l’inizio della stagione, il primo passo verso il futuro. Per chi non ha partecipato alle Olimpiadi, invece, questo è un buon modo di mettersi in gioco e vedere il livello delle altre ginnaste. Ogni atleta ha obiettivi diversi.

Ti abbiamo vista guardare con molta attenzione le performance delle altre ginnaste, e sappiamo che sei sempre in contatto con loro. Di cosa parlate?

Cerco di parlare di tutto. Le sostengo, do loro dei suggerimenti, rispondo alle loro domande…ci facciamo compagnia! Adesso non ci vediamo molto spesso, quindi loro sentono la mia mancanza e io la loro…

Di recente, il nuovo Presidente della FIG, Morinari Watanabe, ha visitato il centro sportivo di Round Lake e ha detto che le ginnaste russe sono un esempio per tutti. È interessante notare che abbia deciso di visitare proprio la Russia…e gli Stati Uniti?

È difficile rispondere per qualcun altro. Forse il suo ideale è che la ginnastica non sia solo potente, ma anche elegante. Questo è il nostro obiettivo.

Pensi che la Russia possa battere gli Stati Uniti alle prossime Olimpiadi? Cosa ci manca per raggiungere questo risultato?

È difficile da dire, manca ancora molto tempo…abbiamo bisogno di lavorare duramente, formare le nuove leve nel modo giusto e aumentare le difficoltà.

Secondo te, la chiave del successo è l’allenamento o la psicologia?

Credo che la chiave sia ancora l’allenamento. L’aspetto psicologico va e viene, ma se una ginnastica si allena, lavora e gareggia può superare tutto. Non penso che le ginnaste possano raggiungere alti livelli se non sono fortemente motivate. Se una ginnasta è qui, se lavora duramente, allora lo vuole davvero. Questo è l’importante.

Che tipo di rapporto hai con le ginnaste di altre nazioni rivali?

Siamo rivali solo in campo gara. A parte questo siamo in buoni rapporti, ci congratuliamo sempre l’una con l’altra. Non c’è nessuna antipatia.

Quali delle ginnaste russe sono tue amiche?

In realtà io parlo con tutte, non solo con le mie compagne di squadra. Cerco di aiutare tutti il più possibile, se riesco. Sono felice se quello che faccio ha un effetto positivo su questo sport in generale. Non posso dire che [influire positivamente sull’intero movimento sportivo] sia la cosa più importante per me, ma è parte integrante del mio ruolo.

Com’è cambiata la tua vita dopo le Olimpiadi?

Non è cambiato niente. Sono molto felice che ci siano tante persone che si preoccupano per me, che si interessano alla mia vita, ma io non sono cambiata.

Sappiamo che la ginnastica spesso causa degli infortuni. A te è capitato, ma sei sempre tornata ancora più motivata di prima…

C’è sempre un motivo per ritornare. So che tutti si aspettano sempre che io faccia parte della squadra. Ho lavorato e sofferto molto per la squadra, ma anche per me stessa, perché ho capito che questo era importante per me. Se c’è la volontà, tutto è possibile.

Si dice che tu abbia conosciuto tuo marito grazie a un infortunio. È vero?

Sì, è così. Penso spesso che non sia stata una semplice coincidenza essere in ospedale nello stesso momento. Da tempo dovevo decidere se sottopormi a un intervento oppure no, e alla fine mi hanno detto di fare una scelta. L’ho fatta, e forse è stato proprio questo a farci incontrare.

Quali sport ti interessano, a parte la ginnastica?

Al momento seguo soprattutto il bob: visto che mio marito fa questo sport, non ho scelta! In realtà qualunque sport può essere interessante, se lo si segue con attenzione. E poi mi è sempre piaciuta molto la ginnastica ritmica.

Com’è la giornata di Aliya Mustafina al di fuori della palestra?

Non ho mai avuto un vero e proprio hobby. Mi piace leggere e fare passeggiate, dipende.

È difficile decidere di prendersi una pausa dalla ginnastica?

No, affatto. Io faccio quello che voglio, tutto qui.

Com’è la tua vita ora?

Al momento mi concentro soprattutto sullo studio. Quest’anno finirò l’università: laurea, esami…queste sono le mie priorità.

Se il fisico te lo consentirà, pensi che potrai tornare ad alti livelli?

Non voglio pensarci adesso. Vedremo come andrà.

Non senti il desiderio di gareggiare?

Ho sempre amato gareggiare e vorrei tornare anche solo per il gusto di farlo. Capisco però che se torno, devo sforzarmi di farlo bene, altrimenti non ha senso. Se mi verrà voglia di tornare, lo farò.

I Rodionenko hanno detto che si aspettano di rivederti in palestra il prossimo autunno. Non credi che sia troppo presto?

Beh…tornerò appena sarò pronta.

 

 

Foto di copertina di Thomas Schreyer.

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